Indietro

Agricultural Engineering. Intervista al prof. Gianni Ferretti

18

APR

cover-ferretti.jpg

L’Agricoltura 4.0 ha generato in Italia un fatturato intorno ai 540 milioni di euro, con una crescita di circa il 20% rispetto al 2019. Per raccontare quali saranno le figure professionali coinvolte nel settore, e in occasione del lancio di un nuovo corso di Laurea Magistrale dedicato all'Agricultural Engineering, abbiamo intervistato il prof. Gianni Ferretti, professore Ordinario in Automatica presso il Politecnico di Milano, e Prorettore del Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano.

Il 22 aprile sarà presentato il nuovo corso di laurea magistrale in Agricultural Engineering del Politecnico di Milano, che partirà nel Polo di Cremona il prossimo anno accademico. Un’opportunità formativa di valore per un settore in forte espansione. Quali sono le peculiarità del corso, e gli sbocchi professionali per chi lo frequenterà?

Il nuovo corso di Laurea Magistrale si propone di formare ingegneri operanti nel settore agro-industriale dotati di una visione sistemistica, ossia un approccio allo studio e alla implementazione di soluzioni applicative basato su una visione complessiva degli aspetti tecnologici degli elementi di filiera, sulla capacità di modellare e gestire le interazioni fra i vari componenti, supportati da conoscenze di base del settore.
Durante il percorso gli studenti approfondiscono quindi diversi temi, raccolti per macroaree, sia dal punto di vista concettuale e metodologico, sia dal punto di vista implementativo e applicativo. Le aree di competenza che caratterizzano il laureato in Agricultural Engineering sono relative a:

•    Scienze agrarie
•    Tecnologie per la Smart Agriculture
•    Agricoltura 4.0
•    Big Data analysis
•    Scienze e tecnologie Ambientali e Chimiche
•    Food science
•    Tecniche per la sostenibilità

Gli sbocchi professionali dell’ingegnere dell’agricoltura sono in:

•    Aziende della filiera della produzione agricola e agroalimentare;
•    Società che progettano, sviluppano e realizzano processi, impianti e tecnologie a supporto della produzione, distribuzione e commercializzazione legati alla agricoltura e alla agroindustria;
•    Studi di consulenza per l'ambiente, la sicurezza, le produzioni agricole e zootecniche;
•    Centri di ricerca e laboratori pubblici e privati;
•    Dipartimenti tecnici della pubblica amministrazione.

Cosa vi ha spinto a proporre un approccio multidisciplinare, integrando le scienze agrarie all’ingegneria agraria?

La crescente complessità tecnologica che caratterizza la moderna produzione e filiera agro-industriale richiede figure professionali con forti conoscenze ingegneristiche e competenze sistemistiche. Più che in altri campi, appare evidente la necessità di una forte connotazione multidisciplinare per gestire l’innovazione tecnologica in ambito agrario e delle produzioni animali, anche e soprattutto per incrementare il livello di sostenibilità e garantire la sicurezza alimentare.

Quale è oggi il livello di diffusione di soluzioni di Agricoltura 4.0 tra le aziende agricole italiane, e quali sono le esigenze più forti evidenziate in questi ultimi anni?

L’Agricoltura 4.0 ha generato in Italia un fatturato intorno ai 540 milioni di euro, con una crescita di circa il 20% rispetto al 2019. Tale quota costituisce circa il 4% del mercato mondiale, stimato attorno ai 13,7 miliardi di dollari (+76% rispetto allo scorso anno). L’emergenza Covid-19 ha generato, in particolare nel primo semestre 2020 un rallentamento degli investimenti in soluzioni 4.0, che però sono poi ripartiti con slancio nella seconda metà dell’anno, anche grazie agli incentivi fiscali, resi disponibili alla quasi totalità̀ delle aziende agricole italiane. Visti in particolare gli ultimi mesi del 2020, è lecito attendersi un aumento del ritmo di crescita del mercato nel corso del 2021.
Anche quest’anno, infatti, è emerso che oltre la metà delle aziende agricole che hanno partecipato all’indagine dell’Osservatorio ha adottato almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, dato in lieve crescita rispetto alla precedente rilevazione (2018), e la maggior parte utilizza più di una soluzione.

La pandemia ha sottolineato l'importanza di un sistema alimentare robusto e in grado di garantire ai cittadini l'accesso a una fornitura sufficiente di cibo a prezzi accessibili. La tracciabilità alimentare è uno degli ambiti privilegiati per l’utilizzo del digitale. Quali saranno secondo lei gli sviluppi in questo campo per l’agricoltura 4.0?

La tracciabilità alimentare si conferma un ambito di grande attenzione per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni digitali. In questo momento prevale il ricorso a soluzioni tradizionali destinate a supportare la funzione di rintracciabilità̀ “in senso stretto”, cioè̀ garantire il legame tra prodotto, lotto e data di scadenza, e quindi rispondere fondamentalmente alle richieste del legislatore a garanzia della sicurezza del consumatore finale. La Ricerca ha evidenziato tuttavia come il concetto di “tracciabilità̀” possa – anzi, debba – essere esteso alla capacità di raccogliere dati lungo tutta la filiera e di valorizzarli al fine di conseguire benefici che vadano al di là della sola garanzia di food safety generando, dunque, maggiore efficienza nella supply chain, migliorando il coordinamento tra gli attori e valorizzando opportunità̀ commerciali e di marketing.
Non mancano soluzioni abilitate da tecnologie innovative. Continua, in particolare, la crescita di soluzioni per la tracciabilità̀ alimentare che integrano le tecnologie blockchain & distributed ledger (+59%), ma crescono anche il Mobile (+65% rispetto al 2019) e le soluzioni che fanno leva sull’analisi avanzata dei dati (+57%).

 

Gianni Ferreti

Gianni Ferretti è nato a Cremona nel 1962. Ha conseguito la laurea in Ingegneria Elettronica nel 1987 presso il Politecnico di Milano. Dal 1990 al 1998 è stato Ricercatore presso il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano e nel corso del 1994 è stato Visiting Researcher presso il Laboratoire d’Automatique de Grenoble. Dal 1998 al 2005 è stato Professore Associato presso il Politecnico di Milano dove attualmente è Professore Ordinario in Automatica. È Prorettore del Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano e docente dei corsi di Fondamenti di Automatica e Tecniche e Strumenti di Simulazione nella Facoltà di Ingegneria Industriale e dell’Informazione. I suoi principali interessi di ricerca sono il controllo dei servomeccanismi, la modellistica e la simulazione di sistemi meccatronici, il controllo in forza e posizione dei robot, la modellistica e simulazione di sistemi automotive, la modellistica e il controllo degli impianti di produzione di biogas. Ha collaborato in vari progetti di ricerca con industrie e istituzioni. È infine autore di circa un centinaio di pubblicazioni, fra libri, riviste e memorie a congressi.

cover ph. Tom Fisk - Pexels

Hiteco sempre al tuo fianco.

Se hai bisogno di una soluzione professionale per aumentare la produttività della tua azienda.

Contattaci